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13/10/2008Nasce la nuova Bovisa. "Più innovazione e sviluppo" 


 

In programma un progressivo aumento di strutture universitarie. Qui è stato inaugurato anche il nuovo "Istituto Mario Negri"

Riparte la Bovisa. L' obiettivo è ambizioso: fare dell' immensa area dei gasometri, uno dei più importanti distretti industriali del secolo scorso, la Silicon Valley italiana dentro la città. A dieci anni di distanza dal primo accordo di programma (Regione, Comune, Aem, Politecnico) ormai scaduto, che doveva trasformare la zona dismessa in un rinnovato "pezzo di città" proiettato verso il futuro, la scommessa torna d' attualità.

Promotore è EuroMilano, che ha affidato all' architetto-filosofo olandese Rem Koolhaas, numero uno nella progettazione urbanistica di grandi aree dismesse in tutto il mondo, il compito di disegnare il masterplan della nuova Bovisa-polo dell' energia e dell' innovazione.

Ed ecco abitazioni supertecnologiche (pensate per il telelavoro o la teleconferenza da casa) immerse nel verde (ventidue ettari di parco), piste ciclabili e aree gioco e sportive, dove "Bovisa-Scienze Park" non resta un' isola dentro la città ma diventa cerniera che riconnette i quartieri storici, Certosa da una parte, Bovisa vecchia dall' altra.

Tra meno di un mese, qui, tra il nuovo Istituto Mario Negri, il centro di ricerca e biologia molecolare più avanzato d' Europa, e il polo digitale per radio e tv, verrà pronto il secondo lotto del Politecnico. Accoglierà 11 mila persone. E in tempo per l' Expo 2015 sorgeranno residenza, alloggi per studenti, terziario, servizi, mixati come ingredienti di un cocktail all' università e all' imprenditoria. Un luogo capace di vivere 24 ore su 24, dove gli spazi e i tempi del lavoro, della residenza e dello studio si possano mescolare senza che mai si creino quei vuoti che la città degli affari lascia di notte in centro e quella dormitorio di giorno in periferia. «E dove l' università e l' imprenditoria diventino motore di sviluppo, capaci di attrarre risorse e investimenti», spiega l' ad di EuroMilano, Alessandro Pasquarelli. Gli ostacoli non mancano in un' area immensa (con 850 mila metri quadrati è seconda solo a Bicocca), che "è tutta da bonificare - aggiunge l' imprenditore -. Bovisa è stata sede per un secolo delle aziende manifatturiere, poi distretto dell' acciaio e della chimica". Ma come non vedere i vantaggi: due stazioni ferroviarie, il passante, tram, bus. Infrastrutture e università, laboratori di ricerca e luoghi dell' arte, "cittadella del sapere". Bovisa riparte nella logica "della nuova generazione dei grandi e piccoli progetti che hanno come attenzione la città pubblica. - precisa l' assessore all' Urbanistica, Carlo Masseroli - Non come Citylife, per capirci, che ha richiesto una variante per potersi inserire nella città (il metrò che non c' era, il verde che abbiamo dovuto raddoppiare). Bovisa non sarà un monade ma un tassello della città pubblica. Non si potrà pensare a Bovisa "senza pensare allo Scalo Farini da riqualificare, per esempio". Traino, dunque, per lo sviluppo e la crescita dell' area metropolitana.

Il nome Bovisa probabilmente deriva da bovi, ossia buoi, e starebbe a indicare un luogo che fin dai primi del Novecento era ricco di vita contadina e in aperta campagna.
Nata come zona industriale periferica di Milano, nel ventesimo secolo la Bovisa ha subito un progressivo declino dovuto allo smantellamento di molte industrie. Con, tra le conseguenze, il proliferare di vaste aree abbandonate e diventate covi di disperati Il cinema Agli inizi del ' 900, nel quartiere sorsero alcuni tra i primi istituti cinematografici italiani con annessi studi, come l' Armenia Film e la Milano Film.

Paola D' Amico - 13 ottobre 2008 - Corriere della Sera