Lo scorso 22 novembre l'olandese Reiner de Graaf di OMA (Office for Metropolitan Architecture) ha presentato al pubblico il masterplan per l'area degli ex gasometri commissionato da EuroMilano S.p.A. Un tempo luogo di lavorazione e stoccaggio del gas, l'area di 850.000 mq si trova a nord del quartiere Bovisa, a nord-ovest della città, chiusa da un anello ferroviario con due stazioni e due soli varchi stradali. L'accordo di programma approvato nel 1997 prevedeva la realizzazione di un nuovo campus del Politecnico, servizi, residenze, un nucleo operativo dell'azienda energetica, un parco pubblico e il Museo del Presente. Mai attuato per i costi elevati di bonifica del suolo, l'Accordo è ora in fase di aggiornamento. Il Comune intende valorizzare il terreno, del quale è in parte proprietario allo scopo di reperire fondi per il risanamento ambientale. Il campus universitario dovrebbe evolvere in direzione di un polo urbano dedicato a ricerca e innovazione sui temi dell'energia e della mobilità sostenibile, sul modello di alcuni science park internazionali. L'assessore Masseroli individua in questo progetto un tassello della strategia di densificazione perseguita da un Piano di Governo del Territorio ancora lontano dall'approvazione. Nelle more del Piano e dell'Accordo di programma il masterplan di Oma, seppure provvisorio, offre appigli tangibili alle attese dei soggetti istituzionali coinvolti. Si creano inoltre le premesse di un'operazione di marketing rivolta al mondo delle imprese tecnologiche. La funzione del masterplan sembra quella di stimolare la domanda necessaria al decollo del progetto definitivo. La questione irrisolta dei costi di bonifica spiega perchè sia divenuto regista del processo un operatore immobiliare. EuroMilano è presente da alcuni anni alla Bovisa promuovendo operazioni di sviluppo con partner pubblici e privati. E' recente l'insediamento della seconda sede della Triennale e di Telelombardia. Su aree di EuroMilano sono state costruite le nuove sedi dei dipartimenti di Meccanica, Energetica e Ingegneria Gestionale del Politecnico, già insediato nel quartiere con le facoltà di Architettura civile e Design. I proprietari maggiori (Comune, A2A, Politecnico e Ferrovie Nord) sfruttano il Know how di un operatore che possiede quote minori di suolo, in un certo senso abdicando al ruolo di guida che spetterebbe loro in quanto portatori d'interessi più generali nella riuscita del progetto.
L'idea del parco tecnologico alla Bovisa nasce peraltro nel 2005 in seno al Politecnico. Il tratto più marcato del masterplan di OMA sono le enormi rotatorie che distribuiscono il traffico proveniente da quattro accessi esterni. Utili a governare la forma irregolare del sito, i cerchi variano per le dimensioni e contenuti funzionali. Al loro interno fitte costruzioni sono riversate libere negli orientamenti e nelle forme. Semplici suggestioni, ha precisato De Graaf, poichè il masterplan lascia spazio alla varietà dei contributi architettonici.
Non si comprende tuttavia il senso di una prefigurazione volumetrica che distoglie lo sguardo del vero principio ordinatore del sito. OMA propone inoltre di ruotare la stazione esistente delle Ferrovie Nord in modo che faccia da ponte in direzione del quartiere Bovisa a est. Il terreno inquinato, dopo un trattamento effettuato in loco, sarebbe accumulato dentro la rotatoria minore, libera da costruzioni. Sono previsti il recupero di alcuni edifici industriali e la conservazione dei due monumentali gasometri dai quali l'area prende nome nella memoria collettiva dei milanesi.
Luca Gaeta - gennaio 2009 - Il Giornale dell'Architettura

