Prendiamo un abitante della Bovisa,quartiere industriale a nord-ovest di Milano, che nel 2015 si trovi a volare verso Spalato, in Croazia. Poco dopo il decollo ai suoi occhi si offrirà la visione di una serie di crechi.
Forse per quella data riapriranno i vecchi studi cinematografici per girare un film su improbabili "crop circles" meneghini? Pochi sanno, infatti, che proprio quà nacquero i primi studi italiani, in anticipo anche su Cinecittà.
Ma la risposta è sbagliata: l'uomo si trova semplicemente davanti al nuovo volto della Bovisa, così come esce dal masterplan presentato dallo studio Oma di Rem Koolhaas su commissione ( e non per concorso) della società immobiliare EuroMilano, proprietaria di buona parte dell'area: 5.000 abitazioni, alberghi, negozi, la Triennale Bovisa, un distaccamento del Politecnico e alloggi per gli studenti, all'interno di un sistema di rotonde per snellire il traffico. L'ombra dei due gasometri, vere opere di archeologia industriale a testimoniare i tempi che furono, si taglia su un agglomerato che già dieci anni fa doveva essere oggetto di una bonifica. Ma i soldi, allora non si trovano. Oggi si parte dal privato per una riqualificare 850 mila metri quadri, 600 dei quali da edificare. La zona diventerà un polo dedicato alla ricerca scientifica e tecnologica grazie alla presenza dell'università con le sedi di architettura, design e ingegneria. Il Politecnico vi propone grandi speranze. Tuttavia, a leggere il blog degli studenti di architettura, dove la Nuova Bovisa viene ribattezzata "Legolandia" (vox populi?), si rischia di essere influenzati dalla loro tendenziale perplessità nei confronti del masterplan. Sarà rispettata l'autonomia del contesto?Il quartiere non finirà per diventare un isola dalla quale i suoi abitanti fuggiranno per lasciare il posto a impiegati e studenti?Quello del quartiere dormitorio è un problema ormai diffuso, che riporta l'attenzione su una questione spesso sottovalutata dagli urbanisti. Il quartiere sta perdendo la funzione aggregativa di un tempo, ignorando l'importanza della presenz adi punti d'incontro. D'altronde questo è emerso dall'ammirevole concorso promosso dalla stessa EuroMilano nelle scuole locali: i giovani volgiono piste ciclabili, cinema, parchi per lo skateboard, più mezzi pubblici. Rivendicano l'identità popolare del proprio quartiere. E Giovanni Testori, l'anima letteraria della vecchia Bovisa, sarebbe orgoglioso di loro.
Silvia Moretti - gennaio 2009 - Inside Art

