Rem Koolhaas illustra a Milano il volto della Nuova Bovisa. Sabato 22 novembre l'architetto olandese alla guida dello studio Office for Metropolitan Architecture (OMA) presenterà le linee guida del masterplan che ha messo a punto insieme a Reiner De Graaf per lo storico quartiere industriale milanese. La presentazione ufficiale si svolgerà alla presenza degli enti locali nel capannone Pinocchio, nell'area gasometri.
L'intervento, promosso da EuroMilano, prevede la trasformazione di un'ampia area dismessa in un nuovo polo dedicato alla ricerca e all'innovazione in grado di coniugare impresa e ricerca sull'esempio della Silicon Valley californiana.
Saranno realizzate nuove residenze, aree commerciali e laboratori di ricerca. Prevista anche l'espansione del Campus in continuità con gli altri edifici universitari.
Ampi spazi verdi, piazze, percorsi pedonali e tramviari, sebza recinzioni e barriere, apriranno la zona della città, integrandola con i quartieri circostanti. Miglioramenti anche per la stazione ferroviaria Bovisa, con collegamenti al campus attraverso passerelle aeree.
"Originariamente ubicata nella periferia di MIlano - spiega Koolhaas - la Bovisa si avvantaggiava un tempo di una forte rete ferroviaria che la collegava alla città. Paradossalmente, le condizioni che un tempo le permisero di fiorire, oggi la isolano dal resto della città impedendone lo sviluppo".
Sarà ripensato il sistema della viabilità sebbene, al fine di eliminare il traffico, masterplan prevedeva solo strade di servizio, evitando le grandi vie di attraversamento. Le tre entrate principali saranno collegate tramite un sistema di rotonde, per garantire una circolazione continua e fluida. Faciliteranno il collegamento con la Nuova Bovisa l'incremento dei mezzi pubblici e la realizzazione di una nuova rete di piste ciclabili.
"Non sarà solo parco scientifico - spiega l'amministratore delegato di EuroMilano Alessandro Pasquarelli - ma anche città dove vivere, studiare, crescere. E ci siamo dati ventimila metri quadrati di un "contenitore" che affianchi la Triennale, dove collocare teatri e biblioteche".
"I vuoti urbani post-industriali offrono, ad una città oggi protagonista di un boom di sviluppo urbano, eccezionali opportunità di rigenerazione ed ambiziose architetture".
Roberta Dragone - 22 novembre 2008 - Archiportale.com

