Un grande intervento urbanistico con mete molto ambiziose quello della Nuova Bovisa, presentato oggi a Milano. Riqualificare un'area di 850mila metri quadrati. Creare un polo dedicato alla ricerca e all'innovazione sui temi dell'energia e della mobilità sostenibile. Dare nuovo slancio non solo al futuro sviluppo della città anche in vista dell'Expo 2015, ma all'intero sistema economico e industriale italiano. Di fatto, si tratterà del più grande intervento mai realizzato a Milano, come sottolinea anche la presenza delle massime autorità locali: il sindaco Letizia Moratti, i presidenti di Provincia e Regione Filippo Penati e Roberto Formigoni, l'assessore allo sviluppo del territorio Carlo Masseroli, il rettore del Politecnico di Milano Giulio Ballio. E naturalmente Alessandro Pasquarelli, amministratore delegato di EuroMilano, la società che cura l'intervento, e i progettisti Rem Koolhaas e Reinier De Graaf dello studio Oma, che illustreranno il masterplan del progetto.
Molti i metri quadrati da edificare, oltre 600 mila su un'area di 850 mila, risultato del riavvio dell'Accordo di programma promosso nel dicembre 2007 dall'assessore Masseroli. Qui soorgerà il primo vero polo della ricerca sull'energia, un ecosistema che unisca università e industria, capace di attrarre investimenti dall'estero mettendo a disposizione conoscenze, strutture e risorse, come già avviene nelle analoghe strutture internazionali. Proprio per sottolineare la vocazione internazionale del progetto, EuroMilano ha affidato il masterplan di Bovisa allo studio Oma di Koolhaas, forte tra l'altro di grande esperienza nella progettazione urbanistica di grandi aree. Uno studio di urbanistica, e non di architettura, perchè l'intento è di ridisegnare il territorio a partire dalla sua storia e dal contesto, valorizzandone le potenzialità in armonia con le caratteristiche dell'area. Dunque, non un'isola dentro la città, ma un insieme di soluzioni che riguardano l'intera area milanese, dalla viabilità al potenziamento del trasporto pubblico, incluso il ridisegno della stazione Milano-Bovisa/Politecnico.
Insomma, da grigia periferia la Bovisa, attraverso un mix di residenziale, terziario e strutture di ricerca, nelle intenzioni a diventare un punto nevralgico della città, meglio, il luogo dove i giovani potranno esprimere cretività e innovazione. La vicinanza fisica tra università e imprese faciliterà le sinergie e lo sviluppo di progetti, tecnologie, idee e scoperte scientifiche. In realtà, la rinascita della Bovisa è già cominciata da diversi anni grazie alla presenza del Politecnico di Milano (facoltà di architettura e di design, dipartimenti di ingegneria meccanica, energetica, gestionale e Mip, la business school del Politecnico), la Triennale Bovisa, polo per la cultura e l'intrattenimento, il nuovo polo digitale di Telelombardia e l'istituto di ricerca farmaceutica e delle biotecnologie Mario Negri. Una serie di fattori che hanno promosso la Bovisa ad area ideale per la nascita di una Silicon Valley italiana.
Oltre a EuroMilano, soggetti coinvolti nell'accordo di programma sono ovviamente il Comune di Milano, che intende valorizzare e promuovere i terreni di sua proprietà attraverso opere di bonifica e incremento delle infrastrutture, il Politecnico di Milano, che sarà protagonista con la nascita del nuovo poli dell'energia e della comunicazione, A2A, che manterrà nell'area il proprio centro di produzione e distribuzione dell'energia con la realizzazione di una nuova centrale di cogenerazione, il Gruppo Fnm, che grazie alla nuova stazione potrà incrementare le funzioni legate al terziario e al commercio, e la Camera di Commercio di Milano, interessata a insediare all'interno del polo tecnologico una struttura a sostegno dell'innovazione nelle imprese. EuroMilano ha avviato diversi contatti di collaborazione con imprese anche internazionali interessate a sviluppare sedi operative e di ricerca in Bovisa, così da entrare in rapporto diretto con l'università. Con l'intervento della fondazione Politecnico EuroMilano sta creando sinergie con imprese e università negli USA, in modo particolare quelle delle Silicon Valley, attualmente il più attivo Science Park del mondo, per incrementare la credibilità di Bovisa, aumentare la visibilità nazionale e internazionale del progetto e diventare un punto di riferimento per le altre università italiane ed europee.
Le caratteristiche del progetto
L'area interessata dall'intervento si trova nel quartiere Bovisa, a nordovest di Milano, in prossimità delle autostrade per Torino, Varese, Como/Chiasso, ed è interessata da due stazioni ferroviarie (Ferrovie Nord e Trenitalia) che consentono di raggiungere il centro della città e il polo fieristico di Rho-Pero in due fermate e l'aeroporto di Malpensa in mezz'ora.
Due gli ingressi all'area: l'accesso principale a sud della stazione di Villapizzone, un sottopassaggio a doppia corsia di recente costruzione e l'entrata lungo il confine nord del sito. In futuro sarà mantenuta l'entrata di Villapizzone e verranno costruiti due nuovi accessi, a est e all'angolo nordovest.
Il masterplan prevede solo strade di servizio, le grandi vie di attraversamento sono state evitate per eliminare il traffico. Le tre entrate saranno collegate tramite un sistema di rotonde, per garantire una circolazione fluida. Anche i parcheggi sono stati studiati per ottenere una riduzione del traffico: sono collocati strategicamente nelle piazze centrali e prevedono percorsi di accesso molto brevi. Il collegamento con Bovisa sarà facilitato grazie all'incremento dei mezzi pubblici: una nuova metrotramvia che collegherà piazza Bausan con la stazione Certosa, il prolungamento della linea 78 e la deviazione della linea 82 nell'area est. Il sistema degli spazi verdi è garantito dalla progettazione di tre tipi di aree: il parco pubblico, che comprende il Parco ex Campo dei Fiori, le aree incluse tra le rotonde, la ferrovia e il parco di piazzale Lugano; il verde privato, previsto all'interno delle residenze; e il verde urbano, collocato lungo i percorsi pedonali che attraversano l'intera area. Il Parco ex Campo dei Fiori, con l'obiettivo di connettere l'area Bovisa alla città, proseguirà al di là della ferrovia per occupare l'attuale parcheggio dell'Istituto Mario Negri. Attualmente la stazione Milano-Bovisa/Politecnico è un importante punto di snodo del traffico locale del nord della regione, ma taglia il quartiere in due parti, impedendo il traffico pedonale. Il nuovo progetto prevede che faccia da ponte tra le due aree e che gli spazi di accesso siano radicalmente trasformati. Sulla base di accessibilità, prossimità ai quartieri storici, vicinanza ai servizi, tipo di inquinamento, le residenze saranno posizionate nella zone est, a completamento del quartiere Bovisa, e in prossimità della stazione ferroviaria. Le aree commerciali saranno situate vicino alle stazioni, mentre i laboratori per la ricerca saranno concentrati in un'unica zona, così da stimolare sinergie.
Teresa Campo - 22 novembre 2008 - Corriere della Sera

