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Che spettacolo! Oltre tremila ragazzi che si spintonano, e non per entrare in discoteca o andare a un concerto, ma per assistere alla lezione straordinaria dell’architetto e urbanista olandese Rem Koolhaas sulla sua visione delle Città. Ma non è un Miracolo a Milano. È la nuova Silicon Valley lombarda che nasce insieme a un’idea della metropoli completamente e armonicamente dedicata all’innovazione. La Bovisa modello Koolhaas sarà pronta per il 2019. Nel 2015 ne vedremo un pezzetto. I lavori cominceranno tra 12-18 mesi per attività amministrative e di bonifica dell’area che è enorme. «Una città nella città» ha detto il presidente della Regione Formigoni. Lo ha ben delineato Alessandro Pasquarelli, amministratore delegato di EuroMilano, il gruppo immobiliare proprietario del 38% dell’area che realizza l’ambizioso progetto: «Su una superficie edificabile di 750mila metri quadri, di cui 180mila tra centri di ricerca e residenze universitarie del Politecnico, 300mila sono destinati all’edilizia residenziale, 45mila per attività commerciali, tra grande distribuzione e vendita al dettaglio, 10mila metri sono dedicati all’attività ricettiva e 15mila alle attività sportive. E soprattutto 100mila metri quadri sono per centri di ricerca e laboratori, tra i 40 e i 60mila per servizi pubblici. Il resto, circa 130mila, alle imprese». Un vero kolossal, in cui si è perfettamente inserito ieri l’attore Giancarlo Giannini, che ha fatto un istrionico percorso di avvicinamento a piedi alla nuova Bovisa leggendo brani di Testori, Manzoni, Gadda e altri classici. Kolossal anche la visione di Rem Koolhaas. Al suo studio Oma e all’architetto Reinier De Graaf Euromilano ha infatti affidato l’avveniristica visione del complesso architettonico che nasce sull’area industriale degli ex-gasometri.
Il Campus Bovisa Durando del Politecnico è già attivo, ed è lì che si tiene l’affollata lezione. In cui l’olandese dalla matita volante racconta la sua non Milano. «Milano - ha detto l’architetto - è in qualche modo la città del non cambiamento: la vista che si aveva da piazza Duomo nel 1906, anno della prima esposizione universale, è la stessa che si ha oggi, cento anni dopo. Ma sono sicuro che in pochi anni succederà quello che non è successo in un secolo. Per quest’area creeremo una serie di rotonde che favoriscano l’accesso agli edifici. Saranno - ha raccontato - solo sensi unici senza semafori». Sui sensi unici in realtà si deciderà, ma si pensa concretamente a rotonde di un raggio di circa 300 metri in modo che per passare da una zona all’altra si debbano percorrere al massimo 600 metri a piedi. L’area, poi, sarà interamente percorribile in bicicletta, con la realizzazione di apposite piste. La sostenibilità non sarà però solo ambientale ma anche economica. Una parte delle residenze, in tutto più di 4mila, verrà infatti affittata con canone convenzionato, circa 100 euro al metro quadro ogni anno. Sicchè per un appartamento di 80 metri quadri l’affitto mensile non dovrebbe superare i 600 euro. Utopie? Forse no, visto che la massa di edilizia che si riverserà sul capoluogo lombardo di qui al 2015 dovrebbe avere un effetto calmieratore dei prezzi dopo che sarà passato l’effetto Expo.
Rossella Minotti - 23 novembre 2008 - Il Giorno |