Sarà ridisegnata un'area di 850 mila metri quadrati. "Dovremo essere capaci di trascinare nella Nuova Bovisa investimenti di 450 aziende straniere".
300 mila metri quadri di abitazioni, centomila di imprese e laboratori, altrettanti destinati a centri commerciali, alberghi. E poi spazi per i giovani, la pista da skateboard, i campi di calcio, e un fiume verde come cerniera tra il nuovo e il vecchio quartiere. Riparte la Bovisa incompiuta: con un nuovo accordo di programma che consente di «pagare la bonifica dell' area fortemente inquinata (60 milioni di euro) e parte delle infrastrutture di accesso», come ha chiarito l' assessore all' Urbanistica, Carlo Masseroli. E si riparte da un nuovo masterplan, che si fonda sulla lettura della storia: perché questo pezzo di città prima di essere area dismessa è stata per secoli motore di sviluppo. È questo il pensiero di Rem Koolhaas e Reinier De Graaf del prestigioso studio OMA (Office for Metropolitan Architecture) ai quali l' ad di EuroMilano Alessandro Pasquarelli ha affidato il compito di declinare la Bovisa di domani: 600mila metri quadri da edificare (la metà residenza, anche in affitto calmierato a 100 euro per metro quadrato all' anno, su un' area di 850 mila), con i terreni inquinati trasformati in «discarica controllata» sul modello del giardino dei ciliegi alla Bicocca. Koolhaas e OMA scelti anche per la potenza di brand che evocano: «marchio internazionale» che dovrà essere capace di «trascinare nella Nuova Bovisa investimenti di 450 aziende straniere». Per farne una Silicon Valley italiana, città della scienza «dedicata all' innovazione per far crescere il circolo virtuoso tra ricerca e imprenditoria», come ha sottolineato il governatore Roberto Formigoni. «Da solo il Politecnico non bastava per far tornare la Bovisa nel cuore dei milanesi», ha detto Giulio Ballio, rettore dell' Ateneo che «per primo si è innamorato di quest' area». Seguito dalla Triennale di Davide Rampello che oggi vede realizzarsi il sogno «di una città dei saperi» e poi dal Mario Negri di Silvio Garattini. Ecco una «città nata dal basso», ha precisato Pasquarelli, ascoltando tutti: «Anche i bambini, i ragazzi, gli studenti che ci hanno chiesto la pista di skateboard, le piste ciclabili, i campi da pallone». Aperta a tutti: oggi visite guidate (ritrovo alla stazione Bovisa) ai gasometri, ai gioielli del Politecnico (la Galleria del Vento, i laboratori di ingegneria aerospaziale, il dipartimento di Meccanica inaugurato ieri). «Qui c' è il segno di un elevato grado di collaborazione tra istituzioni», ha sottolineato il presidente della provincia, Filippo Penati. Dalla Bovisa del Manzoni, di Gadda, di Olmi, infine di Testori, portate in scena ieri dall' attore Giancarlo Giannini in uno spettacolare capannone - frammento di archeologia industriale recuperato nell' area dei Gasometri - trasformato in teatro per un giorno, alla «Nuova Bovisa luogo d' elezione dell' innovazione». Paola D' Amico Bovisa tornerà nel cuore dei milanesi Luogo strategico della nuova città Qui si realizza la città dei saperi Un progetto carico di contenuti Il progetto e i nuovi poli Dalle abitazioni, agli alberghi Nella nuova Bovisa: trecentomila metri quadrati di abitazioni, centomila di imprese e laboratori, altrettanti destinati a centri commerciali e alberghi L' accordo per i servizi Un nuovo accordo di programma consentirà di pagare la bonifica di un' area fortemente inquinata (60 milioni di euro) e parte delle infrastrutture di accesso.
Paola D'Amico - 23 novembre 2008 - Corriere della Sera

