In una città in cui i luoghi tradizionali della narrazione collettiva, la fabbrica, il sindacato, il partito, la parrocchia, sono diventati muti, i grandi mutamenti si rappresentano sempre più per eventi e microcosmi. Ieri, nei capannoni dell' ex area Gasometri della Bovisa, simbolo della Milano delle fabbriche, è stato presentato il masterplan con cui Reem Khoolas, su incarico di EuroMilano, ridisegna il volto di questa parte della città. I vuoti lasciati dal fordismo milanese in ritirata sono stati riempiti dalle nuove grandi fabbriche. Del sapere e della creatività. Prima è arrivato il Politecnico con i suoi laboratori poi, due anni fa, la Triennale. Ma è tutto il quadrante nord-ovest di Milano che si trasformerà in una vera e propria città delle reti e della conoscenza: dai laboratori del Politecnico al nuovo Mario Negri, dalla non lontana fiera, al fianco della quale verranno costruiti i nuovi padiglioni dell' Expo 2015, alla stazione della Tav. Un pezzo di città cosmopolita connessa con lo spazio delle grandi reti globali. Oggi in progetto alla Bovisa è una vera e propria Silicon Valley urbana. Dal basso tre scuole, il comprensivo "Scialoia" (649 alunni e 252 stranieri), la media statale "Puecher" di Bovisa (524 ragazzi e 181 stranieri di cui 19 rom) e il tecnico "Paolo Frisi" di Quarto Oggiaro (153 stranieri su 942 alunni), nello stesso giorno in cui si sono celebrati i fasti della Milano che verrà, ci hanno mostrato come nella città cresca un melting pot del quotidiano. Sono stati premiati tre gruppi di studenti che con un' inchiesta sul loro quartiere hanno messo in gioco la loro coscienza del luogo dove abitano e studiano. Nei loro lavori c' è una saggezza di fondo: ci dicono che la periferia è ormai una condizione relativa. Quarto Oggiaro e Bovisa sono periferia? Lo erano, ma oggi non sono più soltanto periferia pur non essendo ancora centro. Sono snodi di quella città infinita che circonda e preme ed è invasa dalla città in espansione continuata. Nei loro lavori c' è tutta la consapevolezza dell' ambiguità e fragilità di questa condizione. Ciò che emerge è la centralità della scuola, ormai una delle poche strutture capace di stare sul margine metropolitano ove ci si incontra, si dialoga, si comunica. Bene ha fatto EuroMilano ad affidarsi non solo al prestigio dell' architetto famoso ma a promuovere questo lavoro d' inchiesta con le scuole. Il cambiamento urbanistico e sociale non è nulla se non si porta appresso i soggetti.
Aldo Bonomi - 23 novembre 2008 - Corriere della Sera

